Museo della Chirurgia Preciana a Presi sui Monti Sibillini

La secolare tradizione di allevamento e lavorazione del maiale, animale dall’anatomia molto simile a quella umana, e la presenza suil territorio dell’attiva abbazia benedettina di Sant’Eutizio, favorirono la diffusione, tra gli abitanti del luogo, di una notevole competenza e abilità nell’esercizio dell’arte chirurgica. Dal XIV al XVIII secolo la pratica chirurgica esercitata dai preciani si diramò in due direzioni: da una parte i chirurghi empirici che operavano in base alle conoscenze acquisite grazie alla sola esperienza pratica; dall’altra vere e proprie dinastie di medici accademici specialisti nel campo dell’oculistica e della litotomia.

Preci vanta infatti trenta vere e proprie dinastie di medici, tra le quali i Cattani, gli Scacchi, gli Amici, i Bacchettoni, i Carocci e i Mensurati, la cui presenza era ambita dagli ospedali delle più importanti città italiane e richiestissima anche da diverse corti europee con pazienti illustri come Elisabetta I Tudor (che fu operata di cataratta, con successo, nel 1590 da Cesare Scacchi), Eleonora II Gonzaga d’Asburgo e Amorat IV monarca di Costantinopoli.

Nel museo permanente, allestito nella ex chiesa di Santa Caterina, si possono osservare ritratti di medici affermati e pazienti illustri, tavole illustrative di anatomia con didascalie di commento alle più comuni tecniche operatorie e teche contenenti strumenti e ferri chirurgici utilizzati in quel periodo, fino ad arrivare ai testi di medicina scritti dai chirurghi più rinomati.

Condividi!